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BALESTRIERI E BALESTRAI DI LIGURIA
ANTICHE TRADIZIONI
Per il
periodo che va dall'XI al XV secolo ed oltre, si hanno notizie
sulla balestreria genovese e delle Riviere, che parlano di una
grande affermazione dei liguri in quest 'ambito e inducono a mettere
i nostri balestrieri al di sopra dei loro colleghi di ogni altro
stato medievale o rinascimentale europeo.
L'arte
di costruire e quella di usare la balestra, in auge dal X secolo,
avverti la scomparsa graduale, per ovvie ragioni, quando le armi
da fuoco soppiantarono le micidiali balestre. Per tutto il medioevo,
la balestreria della Repubblica di Genova è conosciuta
in tutta Europa e uno dei massimi esperti moderni di quest'arte,
Sir Ralph Payne-Gallwey, afferma che "i genovesi furono sempre
famosi per la loro abilità nella costruzione e nell'uso
delle balestre e furono assoldati per servizi di mare e di terra
da tutte le nazioni del continente".
NOTIZIE STORICHE
Un contingente di balestrieri genovesi e delle
Riviere ha partecipato con successo all 'assedio di Gerusalemme
nel 1099. Un corpo di cinquecento balestrieri liguri deve aver
dato molto filo da torcere all'esercito imperiale, nella difesa
di Milano del 1245. Enzo di Hohenstaufen, figlio di Federico II~,
era alla testa delle truppe che ottennero la vittoria, gran parte
dei balestrieri venne uccisa nello scontro e tutti gli altri vennero
mutilati dell'occhio destro e della mano sinistra, a garanzia
che non potessero più tirare di balestra.
Nel 1247, altri seicento balestrieri liguri combattono ancora
per la Repubblica ed al soldo dei Fieschi, contro l'esercito imperiale,
a Parma, e questa volta vittoriosamente. Un cronista catalano
dell'epoca, parlando della battaglia di Gallipoli del 1306, dice
che la quantità di verrette scagliate dai balestrieri liguri
era tale "che quasi oscurava il cielo".
Nel 1340, alla battaglia navale di Sluys, al largo delle coste
olandesi, la flotta inglese di Edoardo III sconfigge qua lla francese,
dove sono imbarcati ben ventimila balestrieri liguri.
UN GRADUALE OBLIO
Il 26 agosto 1346, nella battaglia di Grécy,
l'esercito inglese di re Edoardo III sconfisse l'esercito francese
al comando del re Filippo VI di Valois. Un corpo di quindicimila
balestrieri liguri, al comando di Carlo Grimaldi ed Antonio Doria,
costituiva la prima linea delle forze francesi ed occupava il
centro dello schieramento.
Come gli storici poi approfondiranno, il comando francese non
aveva saputo scegliere una posizione tattica opportuna, affrontando
la battaglia in modo disordinato, sotto un'abbondante pioggia,
contro un nemico che occupava posizioni favorevoli, protette ai
fianchi ed alle spalle.
Fu la battaglia che, maggiormente, pose in cattiva luce i balestrieri
liguri, segnandone sentitamente l'inesorabile calo, senza vere
e proprie colpe.
L'ARTE DEL BALESTRIERE
Che la professionalità dei balestrieri
liguri fosse alta èattestato oltre che dal fatto che li
troviamo al soldo di tutti gli eserciti, anche dai documenti che
conosciamo sulle gare di tiro con la balestra organizzate ogni
anno dalla Repubblica, che legiferava "de habenda copia balistariorum"
e stabiliva l'acquisto di preziose coppe da assegnare come premio
ai vincitori.
Il prestigio di questi tiratori era tale che venivano loro assegnati
stipendi molto elevati, pari a quelli dei cavalieri. Ma non solo
sui campi di battaglia e nei Tornei, la storia dei liguri armati
di balestra, è ricca di affermazioni. Anche in rapporto
all'economia della regione, la produzione delle balestre è
stata in Genova e nelle Riviere un'attività importante.
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