COSTRUIAMO INSIEME UNA COPIA DI BALESTRA ANTICA

Si inizia con lo studiare il modello, prendendo l'ispirazione da uno dei tanti e diffusi disegni o dipinti celebri, contenenti una o più balestre, oppure visionando in molti musei italiani le antiche balestre esposte, in un variegato ed estenuante circuito culturale, che non può che elevare lo spirito, comunque.


Ora è necessario procurarsi la parte metallica propultrice, questa può essere la dismessa balestra di un'auto od un camion, opportunamente trattata, oppure, ed è la cosa più idonea, un arco in acciaio da balestre forgiato dagli espertissimi artigiani toscani, umbri e romagnoli, difficilissimo da reperire, se non attraverso conoscenze e raccomandazioni.

Subito dopo, con l'ausiglio di un esperto artigiano tornitore, si realizza il sistema meccanico di scatto, una scatola metallica fresata, che contiene una "noce" d'ottone o di bronzo, operante liberamente in essa.

Questa verrà trattenuta, durante il caricamento da una ferramenta acciaiosa, detta manetta, che è il congegno di scatto. A trasformare la forza accumulata dalla tensione dell'arco in forza propulsiva è compito della corda, un'insieme legato di spire di canapa realizzato, oggigiorno, in refoli di filato sintetico per ragioni di usura e conservazione.

L'arco è trattenuto al corpo dell'arma da una staffa puntuta, che ha il compito di reggere la balestra durante il caricamento e sostenerla nel momento del tiro. Questa è fissata ad una piastra metallica, accuratamente fresata ed incisa. Il tutto sarà assemblato, dal maestro balestraio, su un elucubrato massello di essenza arborea pregiata, detto teniere, che è il corpo portante della balestra e ne diverrà l'elemento caratterizzante, attraverso l'elaborazione della forma estetica e dei fregi.


Il sistema di puntamento verrà realizzato con una tabella d'alzata, piazzata tra uno dei bracci dell'arco in corrispondenza ad un mirino elevato nei pressi del limite posteriore della manetta di scatto. E' indispensabile fornire l'arma di un dispositivo di sicurezza che blocchi la manetta al momento della carica e possa essere disinserito soltanto al momento dello scatto con la balestra già puntata verso il bersaglio.

Non resta che costruire l'arganetto detto "cricco", che servirà a mettere in trazione le centoventi libbre, prodotte dall'arco, altrimenti non sarà tendibile. Un opportuno sistema di ingranaggi a moltiplica è assemblato in una scatoletta di metallo che, messa in movimento da una lunga maniglia, guiderà nella corsa una grimaldiera sulla cui testa si trova un raffio, baffo metallico che aggancerà opportunamente la corda.