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I FOGGIATORI DI VERRETTE
Oltre che alle
balestre, la Compagnia deve pensare a fornirsi di "verrette",
precise e perfette, senza le quali l'arte del tiro alla balestra
non può essere tale.
Gli studi di G. G. Musso " Note d'archivio sulla Masseria
di Caffa" realizzati sul registro "Massaria Caffe 1386/138
7" conservato nell'Archivio del Banco di San Giorgio, sala
3', reg. 590/1226 bis, stabiliscono che gli abili costruttori
di verrette del genovesato e delle colonie si appellavano "magistri
veretonorum" o più semplicemente "veretonerii
".
I primi "veretunei"
della Compagnia sono stati Luisiu d'a Benvegniia e Minguccio d'u
Scarin, poi superati da Nano d'u Ciabotu, dal fuoriclasse Franchin
d'a Veranduna, abilissimo sia per qualità che per quantità.
E' in buona parte merito delle sue verrette il successo della
squadra ai Tornei Nazionali 1989/90;
Ma ancora Marietu d'i Cioti
e Antò d'i Scüri sono diventati buoni "veretunei",
con una discreta produzione, mentre Calin d'a Vila, si
era cimentato nella tornitura dei suoi primi dardi, sul tornio
di cui si è attrezzato. Dal 1998, compete anche Dumé
nella realizzazione di verrette sempre più efficaci e subito
si è attrezzato di accessori fresati che gli permettono
la sntardizzazione della produzione.
Nel Torneo Nazionale del 1991,
tra le Compagnie umbre e romagnole, si vedono volare verrette
con una punta molto lunga ed affusolata. Questo tipo di punta,
sebbene più penetrante e devastante nei confronti del bersaglio,
permetteva una miglior disposizione delle verrette verso il centro
del blasone, con conseguente rialzo dei punteggi acquisibili,
dall'intera squadra.
Il Maestro d'Armi ventimigliese,
compresa immediatamente la validità del tecnicismo, attiva
il tornitore Gianni Hutter alla produzione di un nuovo modello
di punta, che in effetti esasperasse le qualità rilevate
nei tipi umbro-romagnoli.
Dotata la squadra delle nuove
punta, opportunamente collaudate, i risultati non si fanno attendere;
sebbene, nei Tornei '93 e '94, la compagine ventimigliese non
riuscirà a classificarsi oltre il secondo posto. Ormai
i balestrieri ventimigliesi si orientano sul nuovo modello di
punta, incentivando il miglioramento dei Mastri verretonai nella
produzione di legni affusolati, sempre più compatti. Nell'anno
2000, il Mastru verrettuné Nano d'u Ciabotu produce
una cinquantina di verrette con cui dotare la Compagnia per le
partecipazioni ai Campionati Nazionali, mentre Mastro Franchin,
lamentando la qualità delle punte in dotazione, fa' progettare
dal tornitore Nando Fornasari un nuovo modello di punta che verrà
realizzata a Torino, su larga scala. La Compagnia conta su queste
nuove punte per apprestare verrette competitive, .
VERRETTE IGNITE ED ARMISAE
Con la primavera
del 1995, la Compagnia ha cominciato ad elaborare uno studio sulle
verrette infuocate, che produrrà nella prossima estate,
onde poter ravvivare gli impegni serali in trasferta, con volate
di verrette "ignite", simili a più che modesti
fuochi d'artificio. Ignito, dal latino "ignitus", significa:
Acceso, infuocato - Ardente con splendore od impeto, a guisa di
gran fuoco, proprio come le verrette elaborate dalla Compagnia,
dopo lunghe sedute di progettazione e verifica.
Nel corso della messa a punto
di tali verrette, costruite con materiali risparmiati alle discariche,
almeno per il momento, è sortita l'idea di dotare la Compagnia
di normali verrette, da non dover recuperare, che vengono chiamate
"armizàe", giacchè non si possono "aremesàre",
ovvero ricuperare.
Con questo tipo di dotazione,
i balestrieri ventimigliesi riusciranno a produrre interventi
folcloristici, nel corso di sfilate e cortei, evitando le lungaggini
dell'allestimento di Campi di Tiro, con l'effettuazione dei complicati
Tornei.
La Compagnia si allinea così alla praticità delle
prestazioni delle rappresentative di Sbandieratori e dei figuranti,
che di solito fanno gruppo omogeneo durante le trasferte.
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