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Un
contingente di balestrieri inviato dalla Serenissima Repubblica
Marinara di Genova, presente alla prima Crociata, fu determinante
nell'assedio di Gerusalemme del 1099. Da quel momento, fino ad
oltre il XV secolo, si hanno notizie, sempre più unanimemente
favorevoli, a definire i balestrieri genovesi al di sopra dei
loro colleghi di ogni altra nazione medievale.
E' riportato
dagli Statuti Comunali che la bravura nel tirar di balestra ma,
più ancora, l'arte di costruire l'arma, vera e propria,
si era sviluppata tra le mura genovesi fin dall'anno 1000, con
risultati sorprendenti.
E' altrettanto
noto come queste arti siano fiorite nelle Riviere, con risultati
persino superiori a quelli della stessa capitale, dove gli abili
artigiani ed i campioni tiratori rivieraschi, immancabilmente
andavano a dimorare.
Negli
atti dei notai genovesi e negli annali storici della Superba sono
ricorrenti menzioni di balestrai rivieraschi e balestrieri arruolati
a Cervo, Andora, Diano, Porto Maurizio, Taggia e persino a Ceriana.
Non sono mai menzionati balestrai e balestrieri che provengano
da Ventimiglia a servire nella soldataglia genovese, perché
?
I Conti
di Ventimiglia, prima ed il Libero Comune poi, per tutto il basso
medioevo, avevano controllato il commercio del legname, tratto
dalle ricche foreste nelle vallate del Roia e del Nervia; foreste
che, col particolare tipo di legname, permettevano la cantieristica
e l'armamento delle stesse navi che lo avrebbero trasportato per
tutto il Mediterraneo, rendendo autonomo e prospero il contado
e quindi il Comune.
Genova
questa indipendenza non la poteva sopportare, e quindi tra Ventimiglia
e Genova non corse mai buon sangue. La nostra città, con
tutta la sua strategica Contea, sarà, involontario, ultimo
baluardo della Serenissima Repubblica a ponente; ma è stata
definitivamente piegata all'occupazione nell'anno 1222, guardata
da una fortezza genovese all'uopo costruita e da altri due forti
di guardia al debole confine. Comunque, i nostri compatrioti che
avevano tenuto testa ai potenziali invasori per più di
cent'anni, non si precipitarono a servire i nuovi padroni, anzi
non persero occasione per ribellarsi.
Forse
per questo Genova non arruolava balestrieri a Ventimiglia, per
questo mandava nelle fortezze locali uomini del levante o dell'oltregiogo,
per questo li armava di balestre marchiate con la croce di San
Giorgio.

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