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Rapporti tra la
Compagnia e il Folklore

La Sede Sociale e il Campo di Tiro

La prima Sede della Compagnia Balestrieri è stata la Ridotta dell'Annunziata, appena ristrutturata quale uffici per l'Azienda di Soggiorno, poi attivata come sede del Civico Museo Archeologico.

Nel novembre del 1985, i balestrieri si trasferirono nel dismesso Teatro Comunale dove dividevano il bugigattolo d'un ex camerino, con gli Sbandieranti dei Sestieri.


Reso inusabile il Teatro per pericolosità, l'Amministrazione comunale, col particolare interessamento del Sindaco, ha provveduto ad assegnare alla Compagnia una sala nella vecchia caserma di piazza XX Settembre. Quando anche la vecchia caserma è stata resa inagibile, nella primavera del 1992, il Vicesindaco ha assegnato alla Compagnia un magazzino a lato del dismesso Mattatoio Comunale, ora officina dell'Ufficio Tecnico.



Anche per il Campo di Tiro le cose non sono state semplici. Dopo una breve permanenza provvisoria quanto anomala, nella Ridotta, il primo terreno è stato ricavato in un anfratto del distrutto Forte San Paolo, lasciato quasi subito per impraticità. Un fazzoletto bislungo di terreno, adiacente alla ferrovia in zona Peglia, è stato un Campo efficace, dal marzo del 1986, permettendo la preparazione al secondo Torneo Nazionale di Pisa.

Lo stesso anno avvenne il trasferimento in zona Gianchette, presso la Bocciofila Giovanile, sotto il ponte ferroviario, in preparazione al Torneo di Assisi, del 1987. Il raddoppio del ponte, per il binario destinato a raggiungere il parco merci, ha costretto i balestrieri al trasloco in zona Peglia, questa volta alle spalle del Campo di calcio, uno spaziosissimo terreno ingombro di detriti, ideale per svolgervi il tiro. La tranquillità, rilevata dalla temporanea stabilità, ha permesso un'accurata preparazione ai Tornei Nazionali di Ventimiglia, del 1988, eppoi per quelli di Pinerolo, 1989 e di Gualdo Tadino, nel 1990, entrambi, questi ultimi, vinti dalla formazione ventimigliese.

La notorietà, immancabilmente sopraggiunta dopo due titoli nazionali, sia per la capacità organizzativa della Compagnia, che per la bravura tecnica e la fortuna sportiva, hanno dato ai balestrieri la possibilità di ottenere dall'Amministrazione municipale un terreno ricavato ai margini della dismessa zona calda del vivaio comunale di via Peglia bis. In questo sito la Compagnia ha allestito un efficace Campo di Tiro, opportunamente protetto ed attrezzato, forse fin troppo protetto dai venti, sperando in una passabile definitività, all'indirizzo:
"Camin antigu de Peglia, vacuo d'e barestre".


Nella primavera del 1996, sempre in zona Peglia, il Dopolavoro Ferroviario ha inaugurato un Circolo sportivo ricavato sull'ampio terrapieno, fino ad allora tenuto a deposito di materiale rotabile, dove svolge attività di petanque, di golf, di tennis ed abbondantemente di calcetto.


E' immediatamente sorto il problema di dar parcheggio alle numerosissime auto che da quel momento hanno intasato continuamente quello stretto settore di via Peglia. L'Amministrazione comunale ha ceduto al Dopolavoro il terreno prospicente alla cunetta di ponente del cammino antico di Peglia e questo ha avuto la gentilezza di concordare con la Compagnia la miglior utilizzazione generale. La Compagnia ha spostato il paradardi e la piazzola di tiro, non senza fatica e con geniali soluzioni di interezza, ad imitazione degli indonesiani "Rapanui" sull'isola di Pasqua, ottenendo un campo di tiro più stretto e filante ma più armonico e persino più grazioso.


La Commissione Comunale per la Toponomastica, che ha operato negli anni 1992, '93 e '94, ha voluto indirettamente concedere alla Compagnia l'onore di vedere, una piazzetta del Centro storico, dedicata all'arte balistaria intemelia.

Con delibera dell'aprile 1994, il Consiglio Comunale ha stabilito che la piazzetta ricavata sulle ultime rampe del Cavu, verso la Colla, venga conosciuta come Piazzetta dei Balestrieri.
Si tratta dello stesso slargo che nei primi dell'Ottocento sosteneva "u Munte d'e Muneghe", prima che i lavori per la Strada Traversa ne eliminassero la pericolosità franosa.